un blog che parla di me e di voi senza nessuna censura

domenica, 17 maggio 2009 @ 12:06
postato da KiraSakuya

17 MAGGIO 2009: GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA!!!

Se il nostro governo tace, se ne frega di un problema così REALE che alla fine sta dentro le menti di esseri "poco" umani, bigotti, di mentalità ottusa e chiusa con una bella porta corazzata ForteZZZa (la sicurezzZa con 3 Z), cerchiamo di essere utili come possiamo, ricordando AL MONDO questa giornata.

Giornata MONDIALE contro l'omofobia, contro ogni forma di discriminazione inutile legata all'orientamento sessuale di qualcuno.

Si spera che oggi milioni di bigotti facciamo mente locale di tutti i problemi del mondo e una volta tanto capiscano che se fin'ora hanno contrastato qualcosa di estremamente NATURALE e hanno quasi considerato non umana della gente normalissima,  a volte ricorrendo persino a metodi estremi quali la violenza e la minaccia, hanno sbagliato di grosso, se forse avessero impiegato meglio le loro energie per i problemi reali della nostra società, lasciando in pace il prossimo, forse vivremmo in un mondo migliore!

L'Italia resta, in Europa, uno dei paesi più tradizionalisti, se non forse quello più TARATO di tutti! In altri paesi come la Spagna, i Paesi Bassi, la Norvegia, la Svezia (anche alcuni paesi degli USA e.. cazzo, in Sud Africa, ci rendiamo conto che la vera chiusura mentale è radicata nel nostro paese???) sono consentiti e LEGALIZZATI i matrimoni gay. Possibile che da noi debbano ancora esserci simili discriminazioni?

 Non so se e quando le cose miglioreranno ma almeno facciamo conoscere questa giornata, fate propaganda, soprattutto se conoscete persone chiuse di mente come RAZZINCUL o simili! Affinchè la gente oggi rifletta davvero sulla questione, sperando in un futuro in qui non esistano più discriminazioni del cazzo, diffondete questo messaggio, potete anche copiare ed incollare questo post, anche su altri blog, se volete ma DIFFONDETE il messaggio ed aprite le scatole craniche di chi finge di non vedere, non sentire e non capire, con un bell'apriscatole (se elettrico, è sempre meglio!)

17 MAGGIO 2009: GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA!

I Miei omaggi a tutti, KiraSakuya.


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lunedì, 29 dicembre 2008 @ 22:36
postato da BrahamoPutro
Non lo so se l'anno che arriva sarà più felice. Non lo so. Forse non voglio nemmeno saperlo. Probabilmente non esiste un anno felice, anzi, probabilmente non esiste un anno più felice di un altro. Un anno è un arco temporale troppo esteso per poterlo ben classificare. A volte abbiamo difficoltà pure a classificare una giornata. Le giornate eroiche per me sono state quelle della Conquista del Mondo, indipendentemente dal risultato raggiunto = è la partecipazione a renderle eroiche. E' la volontà di fare qualcosa, di muoversi, di combattere contro la sterilità del pensiero e delle azioni, è lo sprigionar libero della fantasia fino alla sua apoteosi. Seguitemi Conquistatori, lungo il mio percorso, e non ve ne pentirete. Altro che anno nuovo, spumantino e lenticchie portafortuna.



<i>Sua Maestà Mahatma Brahamo Putro in Esilio Dorato

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domenica, 23 novembre 2008 @ 17:59
postato da KiraSakuya

Fær Øer, Danimarca, il massacro delle balene

video_balene.jpg


Quando i delfini balena si avvicinano alle isole Far Oer della Danimarca è un giorno di festa. Le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei.


Feroe_Danimarca_1.jpg


I delfini balena arrivano in gruppi, molte femmine con i piccoli. Sono animali socievoli, curiosi e non hanno timore dell'uomo. E' il grande spettacolo di autunno per gli isolani. In motoscafo spingono le balene nelle baie dove l'acqua è poco profonda.


Feroe_Danimarca_4.jpg


Quindi si avvicinano con fiocine di due chili e le piantano più volte nelle carni degli animali finchè non li hanno immobilizzati. I carnefici delle Far Oer possono allora estrarre i coltelli da 15 centimetri e tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. I piccoli danesi applaudono mentre le balene gridano. Non lo sapevate? Le balene gridano come gli esseri umani quando sono macellate. L'acqua acquista un bel colore rosso sangue. 2.000 balene sono trascinate sulla riva dai coraggiosi abitanti delle Far Oer per essere lasciate agonizzare. La maggior parte marcisce ed è ributtata a mare.


Feoe_Danimarca_2.jpg


Il delfino balena è una specie protetta e non si conosce il numero di esemplari ancora esistente.
Invito i lettori del blog a non recarsi in vacanza nelle isole Far Oer o a comprare prodotti danesi fino a quando questo ignobille massacro durerà.


Inviate una mail alla regina di Danimarca per chiederle di intervenire e promuovete questa iniziativa sul vostro blog.

I miei omaggi a tutti.

Un adirato ed inorridito KiraSakuya.

 


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lunedì, 10 novembre 2008 @ 09:30
postato da MarkHamn
OUT NOW !!! "4 SONATAS FOR ELECTROACOUSTIC THOUGHTS"
 
Music by Francesco Giannico and Stefano Spataro

'4 Sonatas for electroacoustic thoughts'
is a microcosmos of modified sounds, folk-derived loops, noise nebulas in which it is not easy to see the light. The soundscapes are rough and elusive, but well-balanced, and never excessive. The work (4 tunes for a total length of about 20 minutes) comes from a collaboration between Francesco Giannico and Stefano Spataro. In a pragmatic sense, the album is a mix of field recordings of an audio/video installation about Taranto's Ilva (made by Francesco Giannico) and electronic oscillations/acoustic hints (by Stefano Spataro). Nonmaterial sounds, layered over and over, folk memories and Interstellar Space strikes clash with discordant string lines and melodic scraps of an unspecified nature... A calm promenade in the unease of sound.
for your copy contact :
mark_hamn@yahoo.it (also msn available)
hysm@hotmail.it

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venerdì, 03 ottobre 2008 @ 21:59
postato da angydj

Siamo in una paese libero? Lo eravamo forse una volta.

Ieri ci ha pensato il consiglio di stato a farci capire che oramai il nostro paese è in uno stato predittatoriale o se vogliamo essere un più realisti siamo già in uno stato dittatoriale, perchè riguardo la situazione di Vicenza del Dal Molin, è stato bloccato il referendum.

Partiamo dal presupposto che si era già detto in partenza da questo governo che questo referendum per loro non contava niente, ma forse per i vicentini qualche cosa invece valeva.

E invece stop a tutto e a tutti e se questa voi la chiamate repubblica?

Pubblico l'articolo dei No Dal Molin sulla manifestazione di ieri sera:

 

Piazza dei Signori che rispende alla luce di migliaia di fiaccole; un'immagine commovente, per chi ama Vicenza. Dodicimila persone – «una manifestazione senza precedenti, almeno diecimila in piazza», secondo Repubblica online – hanno risposto in questo modo all'atto di arroganza e autoritarismo del Consiglio di Stato.



Nel primo pomeriggio era arrivata la notizia da Roma: il Consiglio di Stato ha bocciato il referendum previsto per domenica 5 ottobre perché «ha per oggetto un auspicio del Comune al momento irrealizzabile». La democrazia annullata con una sentenza che non permette ai vicentini di esprimersi sul futuro dell'aeroporto Dal Molin. A gioire subito coloro che dell'imposizione hanno fatto la propria religione, con il governatore del Veneto Giancarlo Galan in testa a dichiarare che questa è la sconfitta di Vicenza. Ma nella città berica non c'è rassegnazione, ma rabbia e indignazione; e, in poche ore, il tam tam degli sms porta in piazza migliaia di persone, come mai si era visto prima.



Perché questa manifestazione ha un qualcosa di straordinario; di fronte all'arroganza di un Governo che mette in campo tutti gli strumenti per calpestare la democrazia, i vicentini continuano ad avere la forza di indignarsi. Ed ora che Vicenza è tornata in piazza, dimostrando la sua vocazione maggioritaria contro la nuova base statunitense, ad essere piccoli piccoli sono coloro che questa consultazione hanno voluto farla annullare, ricorrendo prima al Tar e poi all'amichevole Consiglio di Stato. Piccoli, nella loro arroganza: perché la democrazia si può calpestare, ma rinasce sempre; stupidi, nella loro ostinazione, perché il loro voler impedire ai vicentini di costruire il proprio futuro li ha resi insignificanti all'interno di una città che non ha alcuna intenzione di accettare quest'imposizione.



In piazza c'erano le famiglie, e tutti i gruppi che si oppongono al progetto statunitense; c'erano gli assessori, e il Sindaco. C'era Vicenza, che domenica farà comunque la propria consultazione popolare. A renderla possibile saranno centinaia di volontari che raccoglieranno le schede nei gazebo di fronte ai seggi. Vicenza, il 5 ottobre, decide. Alla faccia di chi vuol schiacciare con l'autoritarismo la sua dignità.



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giovedì, 02 ottobre 2008 @ 00:14
postato da angydj
Siamo tutti vicentini!Vota online

Ricevo e inoltro, ki vuole diffonda pure sul proprio blog

 

Pochi giorni fa abbiamo diffuso un appello  (leggi l'appello all'indirizzo http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_246.html) ricordando che domenica 5 ottobre si terrà la consultazione popolare sul Dal Molin a Vicenza, ma anche che la questione non riguarda solo la nostra città e tutti hanno diritto di partecipare. Per questo, da oggi è possibile votare online e invitiamo tutti, vicentini e non, a esprimere la propria contrarietà alla nuova base Usa votando SI.

Votate all'indirizzo http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php



Quest'oggi il commissario governativo Paolo Costa è stato a Vicenza annunciando che la nuova base si farà, referendum o non referendum. Paolo Costa è un mercenario che si dimentica di dire che la nuova installazione militare sarà pagata dai cittadini italiani. Leggi il comunicato all'indirizzo http://www.nodalmolin.it/comunicati/comunicati_221.html



Ma domenica Vicenza decide e gli statunitensi dovranno riporre i propri progetti nel cassetto!

Leggi l'articolo all'indirizzo http://www.nodalmolin.it/notizie/notizie_252.html



I comitati della provincia di Vicenza, intanto, stanno organizzando in alcuni comuni dei referendum autogestiti; leggi il comunicato all'indirizzo http://www.nodalmolin.it/comunicati/comunicati_220.html

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mercoledì, 10 settembre 2008 @ 11:25
postato da viga

A NORD DI NESSUN SUD:VIAGGIANDO CON BONNIE E CLYD

Convinto che non ci nulla di più illegale che dirigere una banca, che non ci sia nulla di più illegale che servire la legge dei capitali e dei padroni tradendo la propria classe, convinto che nessuna rapina è peggiore rispetto a  quella che ci fanno sistematicamente sulla nostra pelle il liberismo e l'economicismo di destra..Ecco un tributo a due splendidi e candidi angeli decadenti:Meglio un giorno da bonnie e clyde che 100 da Manganelli!

La storia

Bonnie e Clyde

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

  « Questa è la signorina Bonnie Parker. Il mio nome è Clyde Barrow. Di solito rapiniamo banche... »

Bonnie Parker in piedi di fronte a una Ford modello 18 (o Ford V-8)

Bonnie Elizabeth Parker (Rowena1º ottobre 1910 – Black Lake23 maggio 1934) è stata una criminale statunitense.
Clyde Chestnut Barrow (Ellis County24 marzo 1909 – Black Lake23 maggio 1934) è stato un criminale statunitense. Insieme, costituirono una famosa coppia di fuorilegge dell'America rurale degli anni 1930.

La loro storia è stata raccontata dal regista Arthur Penn nel film del 1967 Gangster Story.

Indice

[nascondi]

Biografie [modifica]

Bonnie Parker era la seconda di tre figli: a quattro anni perse il padre Charles, muratore. La madre Emma Krause decise di trasferirsi con i figli a Dallas; le loro condizioni economiche erano precarie. Nonostante tutto, Bonnie ottenne ottimi risultati negli studi: vinse un concorso letterario e venne incaricata di scrivere i discorsi per i politici della città. È stata descritta come una donna intelligente e di spiccata personalità, volitiva e attraente anche se di bassa statura (era alta circa un metro e mezzo).

Nel 1926, all'età di 16 anni, sposò Roy Thornton ma le nozze ebbero breve durata: solo tre anni di matrimonio i due si separarono, anche se la coppia non divorziò mai (Bonnie il giorno della morte indossava ancora la fede nuziale). Roy venne arrestato per furto con scasso e morì nel 1937 durante un tentativo di evasione dal carcere.

Clyde Barrow nacque a Telico, sobborgo di Ellis County, quinto di sette o otto figli di una povera famiglia di agricoltori (non si conosce con sicurezza il numero esatto dei fratelli di Clyde poiché non tutti vivevano in casa).

Bonnie Parker a Clyde Barrow in un'istantanea scattata fra il 1932 ed il 1934 quando le imprese criminali dei due erano dirette contro banche e negozi situati nello stato dell'Arkansas
Bonnie Parker a Clyde Barrow in un'istantanea scattata fra il 1932 ed il 1934 quando le imprese criminali dei due erano dirette contro banche e negozi situati nello stato dell'Arkansas

Il primo arresto a cui fu sottoposto risale al 1926, e fu dovuto al tentativo di fuga quando la polizia lo fermò per non aver restituito un'automobile presa a noleggio. Il secondo arresto vide coinvolto anche il fratello di Clyde, Buck: l'accusa, in quel caso, fu quella di furto di tacchini. In entrambi i casi, è possibile che Clyde avesse agito per necessità, senza intenti criminosi.

Tra il 1927 e il 1929 le sue attività erano scassinare casseforti e rubare automobili. Conosciuto soprattutto per furti alle banche, si concentrò su piccoli colpi, come rapine in negozi o in stazioni di rifornimento. Il suo obiettivo sembra fosse quello di vendicarsi del sistema carcerario del Texas per gli abusi subiti durante i periodi di detenzione scontati.

L'incontro [modifica]

Esistono diverse versioni della storia che descrive il primo incontro tra Bonnie e Clyde. La più conosciuta è che si fossero incontrati in un bar, dove Bonnie lavorava come cameriera. Secondo la più attendibile, invece, Clyde e Bonnie si conobbero nel gennaio del 1930, a casa di un'amica comune. Bonnie non era andata a lavorare per assistere l'amica che si era rotta un braccio; Clyde era arrivato a casa della ragazza mentre Bonnie stava preparando della cioccolata calda.

Qualunque sia la verità, è certo che si trattò di un "colpo di fulmine" per entrambi e molti sono concordi nel sostenere che Bonnie seguì Clyde per amore, rimanendo una compagna fedele durante la loro vita criminale e considerando le morti a cui assistette come inevitabili.

Fuorilegge [modifica]

Clyde sopravviveva rubacchiando dove capitava ma quando, durante una rapina, il proprietario del negozio venne ucciso, la sua situazione peggiorò notevolmente: con un omicidio alle spalle, il suo destino era segnato. Fra l'ergastolo o la fuga, Clyde scelse la seconda alternativa. Insieme a Bonnie iniziò la loro nuova vita: rapine a mano armata, furti e spostamenti continui.

Video prodotto dopo la morte di Bonnie e Clyde
Video prodotto dopo la morte di Bonnie e Clyde

Braccati dalla polizia, Bonnie e Clyde rubavano macchine e, per far perdere le loro tracce, cambiavano spesso targa rubandola da altre macchine. L'avvenire dei due amanti era segnato: essere giustiziati o perdere la vita durante una delle sparatorie in cui spesso venivano coinvolti, cosa di cui erano entrambi coscienti.

In meno di due anni, Clyde aveva ucciso nove poliziotti e diversi civili.

Il 22 marzo 1933, Buck, il fratello di Clyde, usufruì di un'amnistia e venne scarcerato. Uscito dal carcere, raggiunse i due portando con sé la moglie Blanche. Contraria a questo tipo di vita, quest'ultima cercò di riportare il marito sulla retta via, ma senza esito: nel 1933, durante una sparatoria nello Iowa, Buck venne colpito alla testa da due proiettili e morì poco dopo in ospedale, vittima di complicazioni polmonari. In seguito, Blanche sarà arrestata e condannata a dieci anni di carcere.

Della banda faceva parte anche Henry Methvin, che rimase profondamente segnato dalla morte di Buck; in cambio della sospensione delle accuse a suo carico, con l'aiuto del padre e della polizia, organizzò un agguato contro i suoi compagni.

L'epilogo [modifica]

Il 23 maggio del 1934, nascosti lungo una piccola strada della Louisiana, Methvin e i poliziotti attesero la macchina di Bonnie e Clyde.

L'auto di Bonnie e Clyde crivellata dai proiettili esplosi dalla polizia nell'agguato in cui la coppia trovò la morte nel maggio 1934
L'auto di Bonnie e Clyde crivellata dai proiettili esplosi dalla polizia nell'agguato in cui la coppia trovò la morte nel maggio 1934

Come esca, il padre di Henry aveva accostato il suo furgone lungo la strada e quando Clyde rallentò per vedere cosa fosse successo, i poliziotti aprirono il fuoco. Bonnie e Clyde rimasero uccisi: lei aveva 24 anni, lui 25.

All'interno dell'auto vennero ritrovate quindici targhe di immatricolazione, numerosi fucili automatici e semiautomatici, pistole e oltre 3.000 proiettili. Sulla carrozzeria vennero contati 167 fori di proiettile.

I due furono sepolti entrambi a Dallas: Clyde nel Western Heights Cemetery e Bonnie nel Crown Hill Memorial Park. Loro avrebbero voluto essere seppelliti fianco a fianco, ma la famiglia Parker non lo consentì. La madre di Bonnie voleva che l'ultimo desiderio della figlia di essere riportata a casa fosse esaudito, ma la folla che circondava la residenza non lo permise.

Sulla lapide che ricorda una ragazza morta a 24 anni, è inciso questo brano,tratto da una sua poesia:

(EN)
« As the flowers are all made sweeter / by the sunshine and the dew / so this old world is made brighter / by the lives of folks like you. »
(IT)
« Come i fiori sono resi più profumati / dalla luce del sole e la rugiada / così questo vecchio mondo è più splendente / Grazie all'esistenza di persone come te »


Oltre 20.000 persone presenziarono al funerale di Bonnie, rendendo perfino difficoltoso per i Parker raggiungere il cimitero.

Bonnie e Clyde nella musica [modifica]

Oltre che il cinema, anche la musica si è spesso interessata a quelle che sono considerate due icone statunitensi degli anni trenta.

Al brano degli anni sessanta La ballata di Bonnie & Clyde (nell'originale The Ballad of Bonnie & Clyde), cantante da Georgie Fame (che raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita nell'aprile del 1968[1]), si contano altre tre canzoni - di tempi più recenti - segnatamente riconducibili al rap americano: Me And My Girlfriend, di Tupac Shakur; Bonnie And Clyde, di Eminem, del 1996, e Bonnie And Clyde di Jay-Z e Beyonce del 2003 (quest'ultima inoltre contiene lo stesso ritornello di "Me And my Girlfriend" di Tupac),anche Syria Feat. Francesco Bianconi ha dedicato una canzone a Bonnie & Clyde. Ricordiamo inoltre la canzone Bonnie & Clyde scritta da Serge Gainsbourg e da lui cantata insieme a Brigitte Bardot.

A Bonnie e Clyde sono stati dedicati anche spettacoli teatratali e televisivi ispirati al tema.

 

e su youtube:

bonnie e clyde-foto tratte da Gangster story

http://www.youtube.com/watch?v=oWfVjSZKams

legend of bonnie and clyde

http://www.youtube.com/watch?v=weM3ze9E5BI&feature=related

die toten hasen-bonnie and clyde

http://www.youtube.com/watch?v=ZhI3icfEsOI&feature=related

bonnie and clyde

http://www.youtube.com/watch?v=ubOI9yY55JU&feature=related

 

bonnie and clyde

http://www.youtube.com/watch?v=jTo-96KyArg&feature=related

 

L'illegalismo della classe meno abbiente è da sempre soffocato da i grandi ladroni,dai grandi farabutti.Per questo sapendo che la legge e la legalità di questo paese è impotente nei confronti delle classi ricche e forte contro quelle deboli,noi stiamo con bonnie e clyde.Noi stiamo con chi è visto come il cattivo di turno ,capro espriatorio di una societa dabbenista e viziosa,ladra e forcaiola!

 


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giovedì, 28 agosto 2008 @ 23:22
postato da KiraSakuya

de leo

Genere: Biografico

Regia: Alberto Vendemmiati

Durata: 87 min. ca

Lingua: Italiano (esultate solo per questo.. XD)

 La persona De leo N." è un film-documentario che tratta la biografia di Nicola De Leo e della sua fase di transizione per diventare finalmente "Nicole" e realizzare così la propria identità sessuale.

"Avevo dodici anni, seguivo già quest'istinto, solo che temevo potesse far soffrire qualcuno, senza rendermi conto che la persona che più soffriva ero io!"

La madre si rifiuta di vederla, non accetta l'idea che suo figlio Nicola voglia diventare una donna. Questo fa davvero male a Nicole che vorrebbe solamente esser riconosciuta per quello che è, ma proprio per questo è pronta ad andare avanti ad ogni costo e a vivere la propria vita.

"Ogni anima nasce con due spetti, maschile e femminile. Dio è unità, mentre tutto ciò che conosciamo nella vita è dualità. Per questo è stata creata la vita, affinchè Dio possa ammirare la sua creazione. Quando Dio crea un individuo, crea un maschio e una femmina che si cercano per tutta la vita."

"Devi prima di tutto creare, rispettare te stessa. Ciò che accade intorno è difficile, soprattutto quando non ti senti riconosciuta neanche come essere umano."

Nicole lavora in un negozio di maschere e costumi, a Venezia. Recita anche in teatro ma le sue cure cosmetiche richiedono più del previsto e non facendocela più a sostenere le spese, decide di prostituirsi per poter mettere da parte qualcosa, fino al giorno dell'operazione.

Anni di cure ormonali, cosmetiche, anni di preparazione. Ci sono voluti ben due anni affinchè tutto potesse finalmente realizzarsi. All'età di quarantacinque anni, finalmente, Nicole realizza il suo più grande sogno.

Il film affronta il tema principale dell'identità sessuale, cosa davvero importante ma difficile spesso da capire e raggiungere, per molti. L'attrice che "interpreta" Nicole, essendo un documentario biografico, è la vera ed unica Nicole che ha aperto le porte di alcuni anni della sua vita per far conoscere le sue paure, i suoi sogni, tutti gli sforzi fatti per raggiungere una propria identità. Anche il desiderio di poter esser finalmente rivista e riconosciuta come donna dalla madre, che spesso si ostinava a chiamarla Nicola, facendole davvero male, alla fine si realizza.

Un aspetto interessante del film è che oltre ad essere molto introspettivo, affronta anche il tema oggettivamente, paure e desideri che chiunque in una situazione simile potrebbe avere, che molta gente si trova ad affrontare. Poi pone anche in rilievo tutte le fasi più concrete che chi decide di intraprendere l'intervento del cambio sesso deve affrontare, in qualche modo: anni di cure ormonali, cure cosmetiche e interventi vari, le sedute dallo psicologo, anche le faccende burocratiche come la richiesta al tribunale delle autorizzazioni necessarie, per arrivare poi all'operazione, i dolori post operazione, etc..

Dopo l'operazione, Nicole è felicissima anche se non si aspettava fosse così dolorosa la riabilitazione. Anche il trovarsi da sola in un momento così difficile ed esser abbandonata dalla famiglia non l'aiutano di certo.

Il suo sogno adesso è comunque realizato e finalmente rivede la madre che, volente o dolente, dovrà accettala così com'è.

Un bellissimo film di Alberto Vendemmiati che consiglio davvero a tutti, poi è il primo film in italiano che consiglio, mi sa.. cavoli.. O.o Proprio per questo dovete guardarlo assolutamente.. ù_ù

I miei omaggi a tutti, KiraSakuya.


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martedì, 05 agosto 2008 @ 20:54
postato da KiraSakuya

Anno: 2003

Paese: Tailandia

 

Un giornalista intervista Nong Tom, pugile tailandese professionista che ha sempre avuto il sogno di diventare una donna a tutti gli effetti.

Nong Tom parla della sua infanzia, di come presto si accorse di voler diventare una ragazza.

Alla fiera del tempio vide una danzatrice (un uomo truccato) e ne rimase affascinato. Quando era monaco al tempio, capì che quella non era la vita adatta a lui, voleva diventare una donna ma gli dissero che quei pensieri impuri avrebbero portato solo sciagure per la sua famiglia.

Pi Nid, una trans appena conosciuta, lo aiutò a far uscir di prigione sua madre e gli procurò le medicine per il padre malato, divenendo per il giovane Nong come una sorella.

Durante un viaggio con un monaco:

- "Signore, facendo tante buone azioni in questa vita, riuscirò a realizzare il mio desiderio nella prossima?"

"Sai in che direzione scorre la corrente? Nella direzione in cui desidera. "

- "Potrai realizzarlo anche in questa, se è questo il tuo destino. "

Per difendere un'amica, Nong accetta di fare un incontro di Kick boxing. Si sente stranamente bene poichè è riuscito a difendersi per la prima volta, così inizia a prender lezioni, anche per aiutare economicamente la famiglia, non con poche difficoltà.

"Trasforma la tua debolezza in forza, oppure lascia perdere."

Si sente ancora un pesce fuor d'acqua, considera inizialmente la boxe solo come uno sport violento ma rimane particolarmente affascinato dagli allenamenti dei professionisti, così comincia a fare sul serio, diventando uno dei migliori. Diventa presto un campione e comincia ad attirare anche l'attenzione dei turisti, con le sue danze rituali prima di ogni incontro.

Tom si sente sempre meno a suo agio, vuole mollare ma il suo allenatore scopre di avere un cancro ai polmoni, così Nong rinuncia ai suoi propositi per non deluderlo.

Durante un trattamento riceve un flacone di ormoni femminili da un travestito che lavora nel centro estetico; inizia così la sua cura. Dichiara finalmente pubblicamente che vuole aiutare economicamente la famiglia e che, se gli rimarranno dei soldi, un giorno cambierà sesso.

Pi Chart, l'allenatore, muore. Nong comincia a perder colpi sul ring, sta perdendo la sua forza a causa della cura ormonale.

In Giappone, per promuovere la boxe tailandese, viene trattato male proprio da una sua connazionale che lo accusa di essere la vergogna della Tailandia. 

 Durante un incontro "rivede" il vecchio maestro Pi Chart:

"Non mi importa quanto trucco tu abbia addosso purchè tu combatta da uomo".

Ritorna a combattere come un tempo ma non sta bene con sè stesso, non capisce se per gli altri sia una donna o un animale da circo.

Decide di operarsi, col consenso della madre che, in fondo, ha sempre saputo di lui. Il padre ha paura che durante l'operazione il figlio resti menomato:

"Signore, il cuore di suo figlio è già menomato da troppo tempo, questa operazione permetterà che il suo corpo e la sua anima coesistano armoniosamente".

Tom realizza finalmente il suo sogno, diventa una donna anche nel corpo, oltre che nello spirito.

"E' difficile essere uomo, è difficile essere donna, ma la cosa più difficile è cercare di non dimenticare chi vuoi essere".

Amo questo film, mi sono commosso nel guardarlo. ci tengo a precisare, poi, che è tratto da una STORIA VERA e l'attore che ha interpretato Nong Tom è in realtà un boxer tailandese professionista che è stato a dir poco eccezionale nel ruolo, ha anche avuto una maestra d'eccezione. Asanee Suwan, questo il vero nome dell'attore, ha passato quasi un anno per prepararsi ad interpretare al meglio una parte così difficile: ha frequentato corsi di teatro, ballo, recitazione e ha preso lezioni di Likay, l'opera tradizionale di strada tailandese. La vera Nong Tom in persona gli ha dato lezioni di danza, per fargli perfezionare i rituali che era solita praticare prima di ogni incontro e compare in una scena del film. Adesso non pratica più la boxe poichè in Tailandia alle donne non è concesso salire sul ring; adesso è modella, attrice ed insegnante di muay thai.

Un film splendido, lo consiglio a tutti, specie a chi ha la mente troppo chiusa da non riuscir a guardare ad un palmo dal proprio naso. Anche se temo non cambierà il suo punto di vista.. Come si dice, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.. =_="

Kira è tornato dopo troppo, davvero troppo tempo.. T_T Spero di riuscire di nuovo a esser presente ma il tempo è quello che è e ultimamente ne ho davvero poco.. T_T

MA SONO ANCORA VIVO! Non dimenticatelo.. è__é

I miei omaggi a tutti, anche se il caffè mi sembra vuoto.. oddio, c'è nessuno? O_O

Angy, un abbraccioooo.

Un redivivo KiraSakuya.


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lunedì, 12 maggio 2008 @ 21:10
postato da angydj

Giorgiana Masi, 12 maggio 1977- 12 maggio 2008. Qualcosa da recuperare.



C’è qualcosa da recuperare, da far riemergere

dall’oblio. E non si tratta solo della memoria di una

generazione che ha lottato e che ormai è sottoposta ad

una demonizzazione costante sui media.

Pensiamo a Giorgiana Masi, a quello che evoca il suo

omicidio. L’hanno uccisa, il 12 maggio di 31 anni fa,

le squadre speciali della Polizia di Cossiga,

nonostante quest’ultimo continui squallidamente a

negarlo. Era la risposta dello Stato al protagonismo

di massa, alla volontà collettiva di trasformare il

mondo.



Ma rispondere con la forza a spinte radicali che

vengono dal basso è una costante. A Genova, nel 2001,

si esprimeva un principio di movimento, formato da

tante lotte particolari che cominciavano ad

unificarsi. La reazione è stata durissima:

l’assassinio di Carlo, l’assalto alla Diaz, le torture

di Bolzaneto.



Ora, proprio le spinte alla trasformazione sociale del

’77 e quella, più recente, ma apparentemente già

dispersa, del 2001, andrebbero recuperate. In questo

senso, più che proclamarsi retoricamente “figli della

stessa rabbia”, bisognerebbe riappropriarsi di certi

contenuti. La manifestazione non autorizzata a cui

partecipava Giorgiana, studentessa di un liceo della

zona nord di Roma, celebrava l’anniversario della

vittoria nel referendum sul divorzio, ma la spinta di

quella generazione andava oltre. Mettendo in

discussione la famiglia come pilastro sociale,

sperimentando forme comunitarie più aperte. Inoltre,

proprio i movimenti degli anni ’70 furono pervasi da

una forte tensione antistatalista, purtroppo più agita

che oggetto di una riflessione condivisa.



Oggi viviamo in tempi di “familismo egoistico”. Si

svuota la partecipazione popolare, salvo che ai riti

elettorali, fruiti come spettacoli televisivi. Ci

fanno essere gli uni contro gli altri: se il collega

di lavoro è un concorrente, l’immigrato è addirittura

il nemico principale. La famiglia è il luogo del

rifugio nel privato e, insieme, un ammortizzatore

sociale “informale” in tempi di precarietà estrema

della vita e di smantellamento d’ogni servizio

pubblico. L’esaltazione di tale istituzione, nella sua

forma più tradizionale e quindi nel segno del dogma

della eterosessualità e della condanna di ogni

esperienza difforme, non è solo ideologia clericale,

ma ha una base materiale precisa.



Quanto allo Stato, pur perdendo funzioni di indirizzo

economico in direzione degli organismi sovranazionali,

mantiene ed accentua la sua opera di contrasto e

prevenzione del conflitto. Con i suoi apparati di

polizia, sempre più spesso scagliati contro quelle

lotte che cercano di salvare i territori dalla

devastazione, ma anche – e soprattutto – per la sua

capacità di formare il consenso, di creare collante

ideologico. Si pensi, in questi tempi di politica

estera aggressiva e di missioni militari dispiegate

ovunque, al patriottismo propugnato dagli ultimi

presidenti della Repubblica.

Non si tratta solo di suscitare approvazione attorno

ad imprese imperialiste descritte come atti umanitari,

ma di creare le basi per condannare chiunque rompe con

la concordia, trasformando in nemico interno chi

dissente e lotta per i propri bisogni.



Ciò, in un quadro in cui tutti i livelli

istituzionali, a partire da quello parlamentare, sono

sordi ad istanze che non siano quelle del padronato e

delle gerarchie ecclesiastiche. Il risultato delle

ultime elezioni, per esempio, mostra una situazione

inedita, legata alla improvvisa accelerazione di un

processo in atto da un quindicennio, segnato da una

tendenza al rafforzamento dell’Esecutivo e dalla

progressiva perdita di rappresentatività delle Camere.

Una situazione che presenta per noi difficoltà, come

dimostra il segnale più inquietante giunto dalle

elezioni: i voti operai ad una forza, la Lega, che

rappresenta in modo estremo l’egoismo sociale di

questi anni. E’ la conseguenza dell’assenza di punti

di riferimento fuori dalla fabbrica.

Ma questo contesto nuovo porta con sé anche

un’opportunità.

In questo quadro, infatti, il recupero delle istanze

per cui lottarono Giorgiana ed un’intera generazione,

può esser condotto in modo non formale, all’insegna di

una attenta rielaborazione. Mentre le spinte

conflittuali (contro la precarietà del lavoro e della

vita, per l’ambiente, contro la guerra ed il

saccheggio delle risorse dei paesi “terzi”) che

cercavano di unificarsi a Genova, trovano meno

ostacoli nel loro tentativo di esprimersi finalmente

in modo netto e autonomo. In sostanza, non avere più

interlocutori nelle istituzioni, può spingere le lotte

a rimandare in termini più chiari all’idea di una

società altra, dove la libertà di uno/a sia veramente

la condizione per la libertà di tutti/e.  giorgiana coss giorgiana1 masiprov masiprov2   Le riprese che dimostrano l'uso delle armi da parte della polizia indivisa e in borghese.

Queso video contiene alcune riprese trasmesse diffuse dal partito radicale che, disobbedendo al divieto di manifestare del ministro degli interni Cossiga, aveva organizzato la manifestazione dl 12 maggio 1977.   



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